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sabato 4 gennaio 2014

R. Sennett vs Micrometro


Dal libro "l'uomo artigiano" imparo che per poter rendere fermi il pollice e l'indice bisogna contrarre i muscoli che controllano il quarto ed il quinto dito: potrebbe sembrare ovvio, ma io dopo anni non ci avevo mai prestato attenzione e quello che mi rammarica di più e che non sono riuscito a spiegarlo così bene e farlo capire in modo così chiaro. Prendere correttamente una misura con il micrometro, specie quello 0-25 mm, che di solito si tiene con una mano sola, richiede proprio l'applicazione della fisiologia descritta o la costanza della ripetizione nella pratica per ore ed ore.
Bene, detto questo però mi sento più vicino al filosofo Wittgenstein che demolì un soffitto per rifarlo tre centimetri più in alto: senza problemi di budget io avrei fatto lo stesso.
Non bisogna sottovalutare che tre centimetri su tre metri sono l'1%, il che non è poco, ma soprattutto si "vede". In un accoppiamento meccanico con gioco, la tolleranza è nettamente inferiore e quando si riscontra un decimo o peggio due, l'errore si nota "bene" e... ahimè anche senza l'uso di uno strumento di misura.
In breve l'uomo artigiano si distingue, dalle altre tipologie di lavoratori, per la sua capacità di unire il lavoro manuale con quello dell'ingegno e dell'inventiva.

venerdì 3 gennaio 2014

Storia del micrometro - 千分尺的歷史 - История микрометра - History of the micrometer - Geschichte des Mikrometers - Historia del micrómetro - Histoire du micromètre

La sua evoluzione

Il micrometro è uno strumento che permette di misurare oggetti di piccole dimensioni, soprattutto durante la progettazione o la produzione. La maggior parte dei micrometri viene utilizzato per misure esterne, ma ci sono anche micrometri per interni, di profondità, per filettature e per ruote dentate. 
Alcuni micrometri hanno incudini intercambiabili, che consentono di raccogliere nello stesso strumento quattro portate. Il suo impiego ha preso piede dopo la rivoluzione industriale in quanto sono state introdotte le macchine utensili originariamente per soddisfare l'esigenza degli orologiai, per parti piccole e molto precise. 
La fabbricazione di motori a vapore ed altri meccanismi complessi, ha reso necessario determinare le misure in modo affidabile per garantire le specifiche di progettazione.

Il primo micrometro

Proprio a causa delle ragioni sopra descritte, nel 1772, James Watt  che fu di grande aiuto nello sviluppo della macchina a vapore, trasformandola in una sorgente di potenza economica sfruttabile grazie ad una valvola di regolazione – nota ancora oggi come "regolatore di Watt" – ideò il primo strumento che funzionava come un micrometro moderno.
Il micrometro di Watt, formato da due ganasce che potevano essere spostate su e giù ruotando un perno filettato, era da banco e consisteva in un meccanismo a cremagliera e pignone collegato a fili rotanti per permettere di conservare la misurazione. In pratica, una lama di misurazione, collegata all'intelaiatura posta in posizione avanzata per entrare in contatto con l’oggetto da misurare. La forma di "U" di Watt diventò standard sui micrometri successivi.
Lo scopo dell’invenzione era quello di migliorare la produzione di macchine di grandi dimensioni durante la Rivoluzione Industriale. Le aziende manifatturiere avevano problemi di assemblaggio delle varie parti, perché non c'era un modo appropriato per misurare con precisione le misure di piccole dimensioni. 
Il “Lord Cancelliere”

Un altro inglese, Sir Henry Maudslay, che ha concepito il primo laboratorio-industria moderno, sviluppò nel 1805 un micrometro da banco che era in grado di misurare distanze minime. Il disegno era simile a quello di Watt: aveva due piastre collegate da una vite filettata. Maudslay inventò il micrometro capace di misurare un decimillesimo di pollice (0,0001 in ≈ 3 μm). 
Lo strumento venne soprannominato "Lord Cancelliere" poiché veniva usato per risolvere eventuali controversie circa la precisione delle lavorazioni le cui misure contestate erano state assunte con altri dispositivi. Lo strumento era così preciso che una serie di prove effettuate su di esso nel 1918 lo trovarono ancora preciso.


Jean – Louis Palmer

In Francia, Jean Palmer costruì il primo micrometro portatile. Era abbastanza piccolo da essere azionato con una sola mano, permettendo di misurare fogli di metallo od altre piccole parti, in qualsiasi punto della catena di montaggio.
Il micrometro portatile Palmer ottenne un brevetto, N° 7518 il 7 settembre 1848 dal Ministero dell'Agricoltura e del Commercio ed il suo disegno fu mostrato al Salone di Parigi nel 1867. Il design ha già molte parti del micrometro moderno, tra cui la bussola, la ghiera, lo stelo e l’incudine. 
Il margine di lettura della bussola di Palmer era leggermente assottigliata verso il basso per intersecare i gradi sulla ghiera. La circonferenza della bussola era divisa in 50 parti uguali, fornendo uno spostamento pari a 0,01 millimetri. 
Così, dal disegno di Palmer, è stata costituita la base del moderno micrometro. Il micrometro standard di oggi dispone di un telaio a forma di "U" ed è possibile azionarlo con una mano. Molti produttori condivisero questo disegno comune, la cui origine risale proprio all'inventore francese, ma è stato un produttore americano a portare per primo il dispositivo al mercato di massa.

Joseph Whitworth

Joseph Whitworth era un ex impiegato di Maudslay che migliorò il design del “Lord Cancelliere” introducendo una vite micrometrica in grado di misurare con un'approssimazione di un millesimo di pollice ossia 2,54 centesimi di millimetro.                                                          
Il disegno fu così innovativo che fu esposto alla Grande Esposizione delle Opere dell'Industria di tutti i Popoli a Londra nel 1851.
Prima macchina da misura commercializzata

Brown & Sharpe
David Brown, suo figlio Joseph R. e Lucian Sharpe erano ingegneri americani che iniziarono la loro attività riparando orologi nei primi anni del 1800 a Providence, Rhode Island, Stati Uniti.
J.R. Brown e Lucian Sharpe videro il micrometro Palmer a Parigi e si resero conto che era la soluzione ad un problema che li affliggeva da tempo: misurare la lamiera da consegnare ai clienti con lo spessore giusto. In questo modo si poteva evitare il costo delle spedizioni superflue, prima di riuscire a dare al cliente il prodotto giusto. 
Brown & Sharpe migliorarono la progettazione modificarono il design di Palmer ed ottennero un brevetto negli Stati Uniti nel 1899. Infatti, mentre i disegni del brevetto di Palmer sono stati scrupolosamente rappresentati, la sua realizzazione non è stata eseguita come avrebbe dovuto. Per esempio, non offriva un morsetto di bloccaggio ed ancora più importante, le linee graduate non erano state equamente distanziate. 
Brown & Sharpe perfezionarono la struttura originale utilizzando uno stelo con un passo più piccolo. 
Il micrometro: ideato in Inghilterra, sviluppato in Francia, diventò realtà in America.
Fabbrica Brown & Sharpe Providence, Rhode Island, Stati Uniti
Riassumendo:

venerdì 29 novembre 2013

Un compendio incompleto dei micrometri e dei loro creatori - 微米和他們的創造者的一個不完整的綱要

An incomplete compendium of micrometers and their makers
Eine unvollständige Kompendium von Mikrometern und ihre Schöpfer
Неполный сборник микрометров и их создателей
Collection incomplète de micromètres et de leurs créateurs


giovedì 21 novembre 2013

NORMATIVA - 條令 - REGULATIONS - NORMAS - ПРАВИЛА - VORSCHRIFTEN - RÈGLES


UNI 9191: Taratura di micrometri per esterni; 

UNI 9052: Criteri base per le procedure di taratura dimensionale; 

UNI 5708: Micrometri per esterni;

UNI 10699-5: Istruzioni per il controllo delle apparecchiature per misurazioni dimensionali.

UNI 10699-6: Istruzioni per il controllo delle apparecchiature per misurazioni dimensionali. 


ISO 361: Micrometer calipers for external measurement; 

DIN 863-1-2-3-4: Micrometers; 

JIS B 7502: Micrometer calipers for external measurement; 

ISO/DIS 9121: Geometrical Products Specification (GPS) 

NF E11-099: Instrument de mesurage de longeur. 

NF E11-098: Instrument de mesurage.

NF E11-207: Instrument de misurage de longeur en service. 

NF E11-090: Instrument de mesurage de longeur. 

Cenni sulla taratura del micrometro

Verifica della taratura dello strumento


1)   Esami e controlli preliminari sull'apparecchiatura al fine di verificare che: 
  • Lo stato di conservazione dello strumento sia tale da non inficiare l'esito delle misurazioni (esempio: giochi anomali, sforzi eccessivi, ecc); 
  • Le caratteristiche costruttive e dimensionali consentano il funzionamento continuo entro i limiti definiti dal campo di misura; 
  • La marcatura sullo strumento consenta una sicura ed univoca identificazione. 
Non sono inclusi invece i controlli che mirano a verificare la rispondenza dello strumento a requisiti normativi di tipo costruttivo che non influenzano il risultato delle misure.
Allestimento delle apparecchiature per l'esecuzione della verifica della taratura; tale fase include la pulizia dei campioni,  il raggiungimento dell'equilibrio termico fra lo strumento in verifica ed i campioni e  la verifica dei gradienti termici residui; 

2)   Verifica delle caratteristiche metrologiche: 
  • Planarità di ciascuna delle facce di misura; 
  • Parallelismo delle facce di misura per campo fino a 100 mm; 
  • Rilievo della curva di taratura (stima dell'errore di indicazione). 
La verifica di micrometri per esterni con una corsa di 25 mm (corrispondente ad un campo di misura fino a 1000 mm con l’uso delle aste di azzeramento) viene eseguita, in accordo alla norma UNI 9191, nei seguenti punti di misura (espressi in mm): 1,4 - 2,5 - 5,1 - 7,7 - 10,3 - 12,9 - 15 - 17,6 - 20,2 - 22,8 - 25  (intesi come incrementi rispetto al punto di azzeramento). 
La scelta di questi punti, come detto, non è arbitraria, ma conseguenza del passo della vite e deriva dalla necessità di controllare lo strumento su multipli finiti del suddetto valore. 

3)   Verifica della ripetibilità dello strumento in taratura; 
  • Verifica della forza di misurazione, quando è possibile e se è presente la frizione per verificare l'efficacia del dispositivo limitatore di coppia; 
  • Stima dell' incertezza estesa associata al risultato della verifica della taratura: stima degli errori di indicazione.
                                                                                        Suggerimenti tratti da: